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La fine del mondo e il paese delle meraviglie


Diario


16 ottobre 2006

Politica...

 Politica...
E' da un po' che non aggiorno più il blog, e mi dispiace trascurarlo. Ma sinceramente mi sono anche stancato di parlare di politica, per cui penso inizierò a scrivere di altro. Ormai la politica in Italia si è ridotta a tifo da stadio, esiste solo il Partito e non c'è balla che possa smorzare la fede che unisce l'adepto ad esso. Siamo in un Paese in cui un uomo, sia esso un politico o un cittadino, non ha il coraggio di ammettere i propri errori e per quanto abbia sbagliato continuerà sempre a sostenere la sua posizione, senza neanche pensare di mettere in gioco il proprio pensiero. Ci siamo ridotti ad avere governi altalenanti, che usano il loro potere per fare le scarpe al governo precedente, con dei dispettucci e con l'abolizione o lo snaturamento di leggi o modifiche ad esse che in sé potevano essere anche buone. C'è poco da fare, se la gente non si sveglia la caduta libera - nel senso intellettuale del termine, non economico - non potrà finire che con un bel tonfo a terra. Probabilmente però a quel punto saremo talmente impegnati a sentirci intellettualmente superiori delle Pupe, pronti a diventare i prossimi Secchioni, che ci accorgeremo solamente di un piccolo dolorino indefinito. E qualcuno, dall'alto del suo pulpito, ci dirà che "uniti, insieme possiamo farcela, perché apparteniamo ad una moralità superiore" e "non possiamo essere così coglioni da andare contro i nostri interessi".

Buona vita,
Juan






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23 settembre 2006

Le palle...

Le palle...
Dato che sul blog di Giorgio c'è stata questa discussione sulle palline, faccio che riproporla qui dato che vengo visitato da fior fior di fisici e filosofi ;-)

Suppose you had 8 billiard balls, and one of them was slightly heavier, but the only way to tell was by putting it on a scale against another. What's the fewest number of times you'd have to use the scale to find the heavier ball?

Leggete bene la domanda e non fatevi ingannare dall'inglese come noialtri. Non aprite il blog di Giorgio a meno che non vogliate trovare la soluzione prima di averci perso un paio di giorni...
Ah, tanto per svelare l'arcarno, questa è una di quelle domande che piacciono tanto a Microsoft nei colloqui...

Enjoy,
Juan






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11 settembre 2006

Per non dimenticare

 Per non dimenticare






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20 agosto 2006

Solo un link

 Solo un link
Posto solo un link ad un ottimo articolo di Magdi Allam, pubblicato online oggi sul sito de Il Corriere della Sera con il titolo "Sono i predicatori dell'odio. Ma lo stato li leggitima". Una lettura sicuramente interessante, ecco il link.
Vo suggerisco inoltre di dare un'occhiata agli ultimi post sul blog di Daverik, in particolare a quelli relativi alla strage di Qana. Per il resto, buona vita a tutti,

Enjoy,
Juan.






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10 luglio 2006


 CAMPIONI DEL MONDO!!!

Campioni del mondo!

Campioni del mondo!
Campioni del mondo!
Campioni del mondo!





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2 luglio 2006

Berliner Express

 Berliner Express
Ed anche un altro libro è andato. Un libricino, in realtà. Si tratta dell'ultimo lavoro di Wladimir Kaminer, già autore di "Militarmusik" e "Russendisco", intitolato per l'appunto "Berliner Express". In questo suo terzo lavoro l'autore continua a raccontarci la storia della sua vita, partendo da dove aveva finito nel lavoro precedente, ovvero da Berlino. Purtroppo però questo libro è persin più scarno del precedente. E non perché è lungo solo 150 pagine (scritte pure a caratteri cubitali), quelle bastano e avanzano, ma perché sembra quasi che Kaminer abbia finito le idee.
Il primo libro, "Militarmusik", era geniale. Era una storia divertente, piena di trovate interessanti, e raccontata con toni che difficilmente troverete altrove. Kamier ha il suo modo personale ed unico di vedere il mondo. Già con il secondo libro però avevo notato un po' di sciattezza, le storie erano meno brillanti e soprattutto le esperienze personali erano rimpiazzate, a volte, da storie di altre persone. In questo terzo libro abbiamo quasi unicamente storie di amici, parenti e conoscenti che in qualche modo passano dall'abitazione dell'autore a Berlino, e raccontano di quando sono stati a Parigi, anziché del loro lavoro di spie durante la guerra fredda, e così via, ma delle esperienze di Kaminer non c'è quasi traccia. Giusto un capitoletto, "Persi in Crimea" se non mi sbaglio, racconta del suo viaggio in quelle terre.
Devo dire che è un peccato, perché Kaminer era partito davvero bene. Speriamo che con il suo prossimo libro sappia di nuovo sorprendere come aveva fatto con il primo.

Wladimir Kaminer, "Berliner Express", Guanda 2005, 140 pagine, 12.50€

Enjoy,
Juan






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26 giugno 2006

Now listening to... (2)

Now listening to... (2)
Ultimamente sono un po' assente dal mondo bloggaro... è che sono particolarmente impegnato e non trovo il tempo di pensare alla prossima cosa da scrivere. Non che adesso abbia nulla di interessante da scrivere, per cui ecco un paio di brevi recensioni di dischi che mi sono capitati tra le mani. Al solito, una breve guida alla lettura...

Sound
indica se la qualità dei pezzi è buona, e così via;
Carisma indica quanto l'autore del CD sa catturare l'attenzione dell'ascoltatore;
Entertainment indica quanto i pezzi sono adatti per essere canticchiati o ascoltati distrattamente;
Longevità indica dopo quanto il CD finisce in archivio;
Totale è un voto generale, non necessariamente media degli altri quattro.


Sound: 6
Carisma: 5 e mezzo
Entertainment: 7
Longevità: 6
Totale: 6 e mezzo

Damien Rice - O (14th Floor, 2004)
Ecco un caso raro, visto il panorama musicale contemporaneo. Un cantautore pop/folk (non me la sento di definirlo puramente folk), che, nonostante possa sembrare banale e scontato ad un primo ascolto, ha comunque qualcosa da offrire. E' pur vero che le melodie sono estremamente semplici, ma sono ben congegnate: anzitutto è parecchio apprezzabile il fatto che alcune canzoni siano a due voci, la sua e quella di una ragazza, tale Lisa Hannigan (se non erro), che ha tralaltro una voce molto bella. Troviamo inoltre delle canzoni sì morbide, ma ciononostante piacevoli all'ascolto. Purtroppo però, non è un bel disco dall'inizio alla fine. Molto apprezzabili in particolare due canzoni, Volcano e I Remember (soprattutto la seconda parte), decisamente carine Cannonball, Delicate ed Amie, quasi trascurabili le altre (The Blower's Daughter, che dovrebbe essere una delle sue hit, è così già sentita che inizialmente pensavo addirittura fosse una cover).
Insomma, alla fine si tratta di un CD mediocre, ma sono convinto che questo giovane irlandese possa offrire parecchio. Deve solo trovare il modo di farlo.


Sound: 8
Carisma: 10
Entertainment: 7
Longevità: 10
Totale: 9







Nick Drake - Five Leaves Left (Island Records, 1969)
D'accordo, prima di cominciare è necessario che lo dica: qui sono di parte. Estremamente di parte. Drake è forse una delle mie principali fonti di ispirazioni musicali, ed è sicuramente il musicista che più apprezzo in assoluto. Potrei scrivere pagine e pagine solo di questo disco, ma mi limiterò a questa breve recensione.
C'è poco da fare: nella sua breve vita Drake ha dato al mondo musicale quello che molti non riescono a dare in decenni di onorata carriera. La sua musica, composta tra gli anni 60 e gli anni 70, oggi è più attuale che mai. La sua tecnica è assolutamente impeccabile, e le strutture delle sue canzoni sono completamente fuori dagli schemi. Drake è stato un precursore, ed un genio musicale che il mondo ha perso troppo presto. Questo disco, il primo dei suoi tre dischi, non dura nemmeno 42 minuti. Ha dentro di sé un misto di amarezza, malinconia, poesia e bellezza che difficilmente riuscirete a trovare altrove. Stordisce con il suo suono puro, e con le orchestrazioni genialmente studiate dal suo allora compagno di Cambridge Robert Kirby.
Forse non ci sono parole abbastanza forti per descrivere un disco che è in grado di descriversi da solo. Non possi di altro che: ascoltatelo.
Ancora una breve nota riguardo ad una canzone in particolare di questo disco, Fruit Tree: questo pezzo sembra quasi essere il "testamento" di Drake. "Life is but a fruit tree / so very unsound / it can never flourish / till its stock is in the ground". Sembra quasi che Nick fosse al corrente del fatto che le sue capacità non gli sarebbero state riconosciute, se non parecchi anni dopo la sua morte.

E anche con questo chiudo il post di oggi. Se dovessi aver stuzzicato la vostra curiosità su Drake, nel caso che già non lo conosciate, potete trovare qualcosa su www.nickdrake.com, oppure leggendo l'ottimo libro che sto leggendo in questi giorni, "Darker than the deepest sea - The search for Nick Drake" di Trevor Dann, edizioni Portrait (in lingua inglese, disponibile su Amazon). In ogni caso, il migliore dei consigli che posso dare è quello di ascoltare i suoi dischi, magari partendo da "Way To Blue: An Introduction to Nick Drake", e lasciare che il suo sound vi avvolga. Devo a questo punto particolare ringraziamento al buon Enri per avermi fatto conoscere questo straordinario artista in primo luogo.

Buona vita a tutti e, al solito, enjoy,
Juan de Marco






permalink | inviato da il 26/6/2006 alle 20:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


9 giugno 2006

Nostalgia

 Nostalgia
Ecco il testo di una mail che circola in questi giorni, dedicata a tutti coloro che sono nati intorno al 1980. Nonostante non condivida proprio tutto (perché dovrei odiare Bill Gates?! E Twin Peaks mi piace ancora oggi...) devo dire che è veramente una bella mail, e fa "guardare al passato con un po' di nostalgia", come recita il titolo della mail che mi è arrivata ieri. Enjoy,
Juan

Lo scopo di questa missiva é quello di rendere giustizia a una generazione, quella di noi nati agli inizi degli anni '80 (anno più,anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni. Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l'aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia '90. Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti. Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice. Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.

Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni. Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a fare la Maturità e i pionieri del 3 2... Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon. Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga. Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l'hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall'Italia, senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.

Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero. Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in. Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta. Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le HubbaBubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto. Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi giocare..."), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i Volutrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l'Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l'ascensore. La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme. La generazione che non ricorda l'Italia Mondiale '82, e che ci viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia di quest'anno è la favorita...L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15 giorni. L'ultima generazione degli spinelli... Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista. Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale. Non c'erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!! Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l'aceto.

Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi,acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani! E le ragazze si intortavano, inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat dicendo :) :D :P Abbiamo avuto libertà, fallimenti,successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.

Tu sei uno di nostri?






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1 giugno 2006

E cominciano a far danni

 E cominciano a far danni
Sono rimasto allibito nel sentire quanto fossero soddisfatti gli esponenti della (dis)Unione, nel sentire quanto fossero felici e contenti di aver dato la grazia a Ovidio Bompressi. Giustizia è fatta, hanno detto. Da quando in qua sia giustizia dare la grazia ad un assassino devono però spiegarmelo. Forse il fatto che lo avesse fatto "per la causa" lo giustifica. D'altra parte si ostinano a difendere il comunismo, e a dare del fascista a chiunque abbia un minimo di testa per condannare gli estremismi.
Sono fiero di non aver votato questo governo, che non mi rappresenta, e che difende coloro che hanno versato sangue di gente innocente per sostenere un ideale estremista che si è più volte nella storia rivelato sbagliato, e dovrebbe essere trattato alla stregua del nazismo e del fascismo.
Bravo Prodi. Bravo Mastella. Bravo Napolitano. Complimenti. Voi non mi rappresentate, nè mi rappresenterete mai. Il prossimo passo quale sarà? Arrestare coloro che non sono iscritti al partito? Staremo a vedere...





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5 maggio 2006

Il mondo a 64 bit

 Il mondo a 64 bit
Alla fine non ho saputo resistere, ho dovuto farlo. Ho acquistato un po' di hardware nuovo, in particoare un processore AMD 64 3200 Socket 939 Core Venice, una mainboard Asus A8N-SLI SE ed una scheda video ATI Radeon X1600 256MB. La curiosità di far girare un 64 bit ha avuto la meglio sulla mia volontà di mantenere il vecchio 32 bit fino a che avesse retto.
Le prime considerazioni sul mio nuovo sistema a 64 bit, sul quale naturalmente ho installato Windows XP Professional x64 Edition (genitlmente offerto dalla MSDNAA) non sono del tutto positive. Mi spiego: mi trovo con una macchina potentissima, ed un sistema operativo che mi permette di sfruttarne a pieno le capacità ma... i drivers! Trovare i drivers a 64 bit è un'agonia per molte periferiche, soprattutto per quelle un po' obsolete come la mia scheda WiFi D-Link DWL 510, per la quale ho dovuto modificare il driver a 64 bit di una scheda Realtek con lo stesso chipset in modo che Windows lo associasse alla mia scheda...
Altro problema è il software: alcuni programmi (non so ancora dire se molti o pochi) non girano su Windows x64 (non sono strutturati per girare su uno spazio di indirizzamento così vasto), come per esempio il mio amatissimo ZoneAlarm Security Suite, alla cui mancanza per ora sta supplendo il firewall di Windows (vediamo se e come funzionerà). Comunque sia, non ho ancora molti elementi per dare una recensione completa di questo sistema, posso solo dire per certo che è paurosamente potente. Resta solo da capire quanti fastidi devo sopportare per poterlo sfruttare al massimo delle sue potenzialità. Sento comunque che dovrò presto installare in parallelo una versione a 32 bit di Windows...

Enjoy,
Juan






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